La pedopornografia prolifera sulla rete. Prova a nascondersi alle autorità usando il dark web, il web oscuro, e conducendo tutte le transazioni in Bitcoin. Ma una buona notizia c’è: nei giorni scorsi il più grande mercato pedopornografico del dark web per volume di contenuti è stato chiuso. Non solo con il sequestro della pagina “Welcome to video”, ma anche con l’arresto di 337 fruitori del servizio di condivisione di immagini e video pornografici provenienti da 38 paesi e con 23 bambini sottratti al mercato degli abusi su minori. A gestire il sito, un cittadino sudcoreano di 23 anni, ora iscritto nel registro degli indagati negli Stati Uniti ma arrestato già dal marzo dello scorso anno nel suo Paese e tutt’ora in carcere.

Il tutto è avvenuto tracciando le transazioni in Bitcoin dopo la segnalazione da parte di una fonte anonima. La valuta digitale veniva infatti utilizzata per scaricare o caricare il materiale pedopornografico. E il sito poteva essere raggiunto solamente attraverso il dark web, rete informatica che garantisce l’anonimato degli utenti. Ma a causa di un errore di configurazione del servizio gli inquirenti sono riusciti a risalire agli indirizzi Ip del server della piattaforma.

Come funzionava il servizio? Ogni utente, dopo aver creato il proprio account, riceveva un portafoglio Bitcoin per poter gestire le proprie operazioni, con in più un meccanismo di premiazione degli stessi utenti. Insomma, una raccolta di punti per nuovi servizi. E nella home page dei sito il messaggio era chiaro e ben evidenziato: “Non caricate pornografia adulta”.

Un milione di account Bitcoin. Questo il “bilancio” di “Welcome to video”. Ovvero la potenzialità di servire almeno un milione di clienti, solo 337 dei quali sono stati finora individuati.