Sono appena emersi dati preoccupanti da Europol sull’aumento delle attività cybercriminali, in particolare quelle di adescamento di minori durante la diffusione del Covid-19. Come possiamo combattere questa situazione? Europol sta effettuando degli investimenti per sostenere gli Stati membri nella lotta contro la criminalità informatica ma, secondo la direttrice esecutiva, tutto ciò non è sufficiente. 

“Questa pandemia fa emergere il meglio ma purtroppo anche il peggio dell’umanità. Visto il numero enorme di persone che telelavorano da casa, spesso con sistemi di sicurezza obsoleti, i criminali informatici sfruttano l’opportunità data da questa situazione surreale e concentrarsi ancora di più sulle attività criminali informatiche. Tramite questo rapporto vogliamo mettere in guardia individui, aziende, istituzioni pubbliche e altre organizzazioni su queste attività criminali. Vorrei anche attirare un’attenzione speciale sui più vulnerabili tra quelle vittime; sono molto preoccupata per l’aumento dell’abuso sessuale su minori online. Europol sta investendo risorse e capacità per sostenere gli Stati membri nella lotta contro la criminalità informatica durante questa difficile situazione” riporta Catherine De Bolle, direttrice esecutiva di Europol. 

Purtroppo l’affermazione di Catherine De Bolle è pienamente vera. Durante questo lungo periodo di quarantena le persone telelavorano con sistemi di sicurezza obsoleti, i minori trascorrono più tempo al telefono e/o nei social e i cybercriminali hanno più opportunità, dunque più facilità, non solo nello svolgimento di attività illecite tra adulti ma anche e soprattutto nell’adescamento di minori online. Di recente, Europol ha scoperto molte chat inquietanti nel dark web dove i cybercriminali si scambiano informazioni su come adescare i minori tramite l’applicazione “Omegle”. 

Vi elenchiamo due dei tanti estratti di discussioni pubblicate su board CSEM nel dark web: 

“Ciao ora con questa quarantena quasi in tutto il mondo pensi che ci saranno più bambini su Omegle ci saranno persone che la tireranno fuori Pack che pensi che ci saranno nuovi materiali che saliranno a Boystown ci saranno più bambini che senza la necessità di entrare omegle improvvisamente tira fuori il pacchetto da fb o da altri media improvvisamente non lo carica da boystown forse lo viralizzano in gruppi pensi che sarà vero tutto questo o no”

“Come molti sapranno, molti paesi sono attenti al problema del coronavirus. ma d’altra parte, immagina … di essere rinchiuso a casa tutto il tempo. coloro che hanno un figlio a casa o alcuni di loro li stanno portando a casa e trascorrono più tempo con i loro figli. hahaha mi piacerebbe avere quella situazione”

Certamente ora, i minori sono molto più al cellulare o al pc e hanno dunque più tempo per scaricare diverse app, spesso senza alcun controllo dei genitori, spesso impegnati con il telelavoro. 

La Spagna, ad esempio, ha registrato un aumento del 25% di numeri di connessioni rilevate da cui CSEM è stato scaricato su reti di condivisione file peer-to-peer tra la settimana dal 17 al 24 marzo. Anche altri paesi hanno riportato tendenze simili.

Il grafico riportato qui sotto invece evidenzia il numero di segnalazioni da parte del pubblico alle forze dell’ordine o ad altre istituzioni.

La Spagna ha notato un aumento significativo del numero di denunce presentate dal pubblico online su CSEM online dall’inizio di marzo 2020 : 

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Fig. 1: Numero di reclami presentati dal pubblico sulla presenza di CSEM online 2017-2020. Fonte: Polizia nazionale spagnola, marzo 2020.

Inoltre la Danimarca ha segnalato un aumento del numero di tentativi di accesso da parte di minori a siti Internet illegali. La crescita, da 18 a 55 siti cercati, evidenzia un aumento triplo da una settimana all’altra. 

Perché le maggiori vittime sono proprio i minori ? Come ribadisce anche Catherine De Bolle, sono solitamente “più vulnerabili”; ma l’esperienza di questa pandemia e i conseguenti cambiamenti dello stile di vita, li hanno resi ancora più fragili. 

La “disinformazione” e le “fake news” sicuramente facilitano ulteriormente i criminali ad adescare le vittime.  

È proprio questa la ragione che spinge la direttrice esecutiva di Europol a constatare che, oltre agli interventi di investimento di Europol a favore degli Stati membri nella lotta contro la criminalità informatica, è necessario diffondere sempre più informazioni attraverso vari canali non solo a minori, ma anche ad adulti per cercare di ridurre e bloccare tali attività. 

 

Fonte: Dark web (tradotto dall’originale. Nota: “pacchetti”, qui si intende riferito al nuovo CSEM. La traduzione ha rispettato la grammatica e la punteggiatura originali).