Come sapete Protection4kids lotta contro la tratta internazionale di esseri umani e la pornografia minorile. Queste sono attività che vengono spesso svolte sia da perversi privati e piccoli criminali “da strada”, sia da grosse organizzazioni criminali ben strutturate.

Oggi, dunque, ho intenzione di prendere per un momento le distanze dal tema a noi caro della tratta, che caratterizza la nostra attività benefica, per cercare di fare informazione su quelli che potremmo, spesso e purtroppo, definire i soggetti di questo crimine: il COVID-19, noto come coronavirus, porterà beneficio alle organizzazioni criminali oppure avrà lo stesso effetto che ha verso qualsiasi altro tipo di attività imprenditoriale (ancorché quella di cui si tratta è illecita)?

Credere che la quarantena funga da drenante all’acquisto di droghe è una mera illusione essenzialmente per 2 motivi: in primo luogo perchè sono infinite le strategie che un pusher può utilizzare per vendere ancora droga; in secondo luogo perchè, come si sa, questa è solo una delle voci che contraddistinguono il guadagno delle organizzazioni criminali.

È proprio sulla scorta di queste “voci di reddito” illecite, e alternative, che per le organizzazioni criminali, questo del coronavirus, diventa l’assit più appetitoso dai tempi del colera.

Come molti sanno, l’attività mafiosa pervade anche il tessuto imprenditoriale italiano caratterizzato da molte PMI che, a causa della pandemia, stanno attraversando un periodo di dura crisi.

I magistrati Antonino Di Matteo e Roberto Tartaglia, oltre che note testate giornalistiche  tra cui “Il fatto quotidiano” e “il Sole24Ore”, hanno lanciato un nuovo allarme legato all’emergenza coronavirus. L’era post-pandemia sarà un terreno molto fertile per la crescita della criminalità organizzata, soprattutto nel Mezzogiorno.

Tartaglia ha fatto un illuminate paragone con gli effetti della Legge del Rinascimento Napoletano del 1865 la quale, dopo la grave epidemia di colera, doveva servire a una rapida ripresa economica della città e, invece, ha indirettamente permesso un facile aggancio alla Camorra che cominciò a drenare la ricchezza data nelle mani delle pubbliche amministrazioni.

In questo caso, oltre che le Pa, le vittime saranno soprattuto le piccole società a conduzione familiare le quali non avranno la liquidità disponibile per risollevarsi dalla crisi; e, dove non c’è liquidità, c’è la mafia, pronta a riciclare col denaro derivante dalle sue attività illecita il piccolo imprenditore in difficoltà.

Il Sole24Ore, in un recente articolo di Marco Ludovico, parla addirittura di “vocazione economica” della mafia. Tuttavia, questo non sorprende!, che la mafia finanzi illecitamente e in modo coercitivo le piccole-medie imprese per riciclare il denaro è già noto ai più, il problema è che il coronavirus, con le sue conseguenze economiche, ha dato alle organizzazioni criminali la spinta giusta per intensificare quello che potremmo definire il loro “modus operandi economico”.

I tassi d’interesse usurai, che maturerebbero le organizzazioni criminali finanziando illecitamente le imprese in perdita, non rappresentano l’unico rischio legato alle infiltrazioni mafiose. Di Matteo parla di un possibile “acquisto di massa” delle piccole-medie imprese in difficoltà. Purtroppo il profilo della possibilità diventa concreto quando il noto magistrato continua affermando che è certa l’intenzione di “acquisizioni a tappeto”, e ciò risulta dalle indagini dell’intelligence italiana.

Non solo. “Anche i finanziamenti pubblici sono da sempre la maggiore opportunità di guadagno per la mafia italiana” come suggerisce Roberto Tartaglia, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. Le organizzazioni criminali della penisola soprattutto grazie ai loro numerosi legami con la politica nazionale e locale sono molto abili a dirottare nelle loro casse i finanziamenti pubblici – questo avviene spesso attraverso appalti truccati ottenuti tramite ricatti e corruzione.

Le soluzioni, in tal caso sono tre: in primo luogo mappare le “zone rosse”, ossia quelle a più alta densità di contagio economico-finanziario, in secondo luogo intensificare i controlli di vigilanza e, infine, strutturare un apparato operativo tale da rendere effettive le norme sui controlli.

L’appello lanciato, noi di Protection4Kids, lo abbiamo sentito forte e chiaro, e nel nostro piccolo abbiamo voluto contribuire attraverso questo articolo e una serie di post informativi. Più i cittadini cercano di comprendere e conoscere il fenomeno mafioso, più le organizzazioni no profit e le istituzioni accrescono e intensificano la fibra morale degli operatori e dei cittadini, tanto più si riuscirà (piano piano) a fare dei passai avanti nella lotta contro la criminalità organizzata.