Come avrete capito questo blog cerca, come tutti gli altri canali in cui Protection4Kids è presente, di sensibilizzare il tema della tratta internazionale di esseri umani a grandi e piccini.

Talvolta, lo abbiamo utilizzato per promuovere importanti collaborazioni. Ad esempio quella tra Protection4Kids e ReputationUp, essenziale per portare avanti la missione di questa ONG.

Oggi utilizzeremo il nostro caro blog del lunedì per dare rilievo ad un servizio che il team di Protection4Kids ha deciso di mettere a disposizione della collettività in maniera GRATUITA.

Utilizziamo le nostre tecnologie per cancellare contenuti altamente lesivi della dignità della persona. Alcuni esempi possono essere foto o video caricati in internet o nei social network che hanno condotto la persona coinvolta al tentato suicidio, oppure a ledersi fisicamente per sopperire all’umiliazione di vedere il proprio corpo mercificato nella rete.

Si tratta di situazioni al limite dell’integrità umana e che hanno una soglia di gravità estrema.

Si tratta di situazioni in cui agire tempestivamente è fondamentale, per evitare pericolose scelte da parte della vittima o della sua famiglia.

È ormai noto che questo è solo il traguardo di un perverso percorso che inizia da semplici messaggi innocenti.

Un percorso che inizia da un banale utente di un casuale social network che, ad esempio, risponde alle storie di Instagram attraverso qualche apprezzamento, oppure invia maliziosi messaggi attraverso Direct (la messaggistica istantanea di Instagram).

E poi cosa succede?

Se la vittima abbocca (e nella maggior parte dei casi si tratta di una ragazza minorenne), i messaggi si fanno più spinti e cominciano a tingersi di rosso…

Si comincia con la richiesta di qualche foto in intimo. Infatti, l’adescatore inizialmente non fa altro che “sondare il terreno” cercando di capire quanti ostacoli ci sono tra lui e la vittima.

Il maggiore ostacolo sono ovviamente i genitori, spesso ignari dei pericoli che si insidiano nella rete.

Seguono quindi i messaggi che mirano a scoprire quanto i genitori sono invadenti e quando non sono a casa. Le modalità sono infinite. Talvolta, la creatività degli adescatori, spinti dal più languido desiderio, può raggiungere picchi estremi.

Infine, quando la vittima crede di aver trovato “un amico”, e comincia a confidarsi, il gioco è fatto!

Non tarderanno le richieste di foto e video, ma questa volta non più in intimo…

Questo è il momento in cui la trappola del pedofilo nascosto dietro un simpatico nickname comincia a dare i suoi frutti!

La vittima innocente asseconderà le richieste dell’amico, o presunto tale, credendo magari ingenuamente che sia un coetaneo entrato nella frizzante fase adolescenziale.

Purtroppo si sbaglia. L’adescatore che giunge a tal punto ha ora uno strumento potentissimo per ottenere l’unico materiale che veramente lo soddisfa: immagini e video che, a questo punto, diventano vero e proprio materiale a carattere pedopornografico, in quanto il soggetto principale è un minorenne.

Cominceranno i ricatti. Ricatti che inducono la vittima, che ormai si sente spiazzata e debole, spesso lacerata dalla vergogna di “esserci cascata”, ad assecondare il criminale pedofilo.

Sopraggiunge a questo punto la paura. La vittima si rende davvero conto con chi ha a che fare. Si rende conto che “Mike” non è, in verità un amico.

Così racconta tutto ai genitori, che spesso nemmeno sono consapevoli che la pedofilia può esplicarsi anche attraverso questi mezzi informatici…

I ricattatori più esperti arrivano persino a ricattare i genitori, chiedendo denaro. La minaccia? La pubblicazione in tutte le piattaforme digitali delle foto della figlia.

Il dramma diventa più denso. I genitori disperati, dopo aver tentato le vie ufficiose, tentano con quelle ufficiali rivolgendosi ai Carabinieri o alla Polizia Postale. Ma niente, se non individuare e arrestare il colpevole non hanno mezzi per “riavere” le foto ormai già pubblicate da un malvivente che ormai non aveva niente da perdere.

È qui che la violenza da privata diventa pubblica. Già subita nell’intimo ha lasciato un trauma. Quando diventa pubblica, dalla pubblicazione delle foto, il trauma può diventare una tragedia.

E tutto perchè? Perchè una minorenne inconsapevole dei pericoli ha inviato foto intime  ad un pedofilo che si finge un coetaneo attraverso i profili social.

Le conseguenze sono traumi psicologici e fisici e possono, nei casi più gravi, come è già accaduto, arrivare alla morte della vittima.

Noi di Protection4Kids abbiamo cercato attraverso questa drammatica “storia romanzata” di spiegare la dinamica di un adescamento.

Il “nocciolo duro” da comprendere tuttavia è uno: delle mere foto possono diventare uno strumento, un mezzo di ricatto. Quando il virtuale diventa concreto il dramma comincia; e cosa c’è di più concreto che ricevere dei ricatti da un malvivente della rete.

La foto diviene un prodotto e viene utilizzato per ottenerne altri, quindi altre foto e video per soddisfare la perversione che alcune persone intrinsecamente nutrono.

Il nostro team lo sa bene! Per questo mettiamo ad interim a disposizione questo incredibile servizio!

Se sei una ragazzina minorenne che pensa di “esserci cascata”, di essere caduta nella trappola di questi terribili malviventi, o anche in quella di un fidanzato “fin troppo curioso”, che adesso vogliono riscattarti, non vergognarti! Cadere in queste trappole virtuali è più comune di quanto pensi. L’importante è agire.

Protection4Kids cancellerà definitivamente da tutti i telefoni degli amici e sconosciuti, ai quali dovessero essere giunte le tue foto, i contenuti inviati.

Non solo. Li cancelleremo definitivamente da internet per proteggerti da un’inutile umiliazione!

Se sei un genitore che vede il proprio figlio senza più una briciola di speranza pensando che non ci siano rimedi, contattaci per sapere cosa possiamo fare per TE e tuo figlio/a.

Ci vogliamo rivolgere direttamente ai diretti interessati perchè gli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico non bastano. Il diritto all’oblio, contenuto nell’articolo 17 del GDPR, richiede tempi troppo lunghi per cancellare definitivamente i contenuti lesivi (la media si aggira a 2 anni).

In questo lungo lasso di tempo per la vittima non c’è più speranza…

Servono gli strumenti di cui Protection4Kids dispone per garantire una tutela sostanziale a tutte le persone che sono state lese per mezzo di mezzi informatici.

Il potenziale di Protection4Kids è enorme sta a voi sfruttarlo per tutelare la dignità dei vostri figli e arrestare o punire i responsabili.

Con Protection4Kids non siete più soli!