Il blog settimanale di Protection4Kids vorrebbe proporre ai nostri lettori dei racconti anonimi di vittime di revenge porn per sensibilizzare e far conoscere a fondo i vari aspetti soprattutto psicologici di questo fenomeno, purtroppo ancora molto diffuso. Recentemente, ci è arrivata questa segnalazione:

“Mi chiamo X e ho 15 anni. L’anno scorso ho inviato delle mie foto intime tramite whatsapp al mio ragazzo. Tempo fa ci siamo lasciati. Ora sto vivendo ogni giorno con la paura che lui possa far vedere queste mie foto ad amici. Non riesco a non pensarci, è una cosa orrenda. Fortunatamente ho capito il mio sbaglio ma ormai è stato già fatto. Confido in voi che questo incubo che mi perseguita da un anno e qualche mese possa finire”.

X non è stata ancora vittima di revenge porn ma, tramite questo breve estratto, viviamo con lei l’ansia e l’ossessione di poterlo diventare.

“Un mese fa, un mio ex-ragazzo fece una delle cose più spregevoli: postò delle mie foto intime che mi ero scattata per lui in Internet. Ma purtroppo non erano solo foto di me. Il sito aveva il mio nome completo assieme alla mia città natale e appariva come primo risultato ogni volta che digitavo il mio nome in Google. Quando lo scoprii, andai in panico e piansi per ore. Poi, dopo essere stata convinta dai miei amici, andai alla polizia”.

(https://tfln.co/19-victims-share-stories-revenge-porn/)

Tramite quest’altra storia invece possiamo capire e provare i disagi e le paure che devono affrontare le vittime di revenge porn: vedere se stesse “nude” in Internet con i propri dati personali, aver paura della loro diffusione e di denunciare l’ex-ragazzo. Inoltre, devono affrontare la delusione che hanno ricevuto da una persona della quale si fidavano ciecamente.