Solo in Italia, sono circa 120.000 le vittime di tratta con un numero di clienti stimato di 3.000.000 di persone.  Il giro d’affari  è pari a 90 milioni di euro annui.

Il 37% delle prostitute di strada ha età comprese tra i 13 e i 17 anni dunque minorenni.

Nel  mondo invece sono stimate in totale 21 milioni le persone che si prostituiscono. Tra costoro, 18% sono uomini, 12% sono bambini, 21% sono bambine.

Tutti dati sconcertanti ma purtroppo veritieri.

La scorsa settimana abbiamo voluto porre delle riflessioni tramite un breve racconto a lieto fine di una vittima di tratta nigeriana. Come abbiamo ribadito, non tutti i racconti sono a lieto fine. Spesso le vittime sono sotto effetto di sostanze stupefacenti per “cercare di resistere” a tutti gli orrori con i quali devono convivere ogni giorno.

Eccone due esempi: la storia di Sasha e la storia di Jessica, due ragazze dell’est.

“Sasha, arrivata (caso più unico che raro) ancora vergine in Italia, e anche lei vittima di un imbroglio gestito da conoscenti  verso i quali aveva malriposto la sua fiducia. Sulla strada per Massa, confessa ad uno dei suoi superiori la sua verginità: non può iniziare a lavorare così. La risposta che ottiene, la ragazzina quasi sicuramente minorenne, è pressappoco un ”risolviamo subito”: l’uomo chiama altri due suoi “colleghi” e assieme si impegnano nello stupro; con questo “aiuto” ricevuto può e quindi deve iniziare a lavorare, come tutte le altre.”

(https://www.globalist.it/news/2018/12/30/storia-di-maddalena-e-delle-ragazze-vittime-della-tratta-di-esseri-umani-2035537.html)

Impressionante anche il racconto di Jessica, arrivata in Italia per raggiungere il suo fidanzato. Ha due figli e almeno un aborto alle spalle. Non vissuto in ospedale ma bensì indotto in strada a suon di calci e pugni inflittole al ventre. Tutto questo perché, per i suoi “protettori”, una gravidanza rappresenta un freno ai guadagni. Non tutti i clienti vogliono infatti giacere con una donna incinta.

Molte volte non ci ricordiamo che queste vittime, oltre ad aver perso ogni libertà e dignità, non conoscono nemmeno i veri affetti familiari tra cui la gioia di concepire e crescere con serenità un figlio.