Dati in aumento

3 milioni di persone viaggiano ogni anno per commettere attività illegali. Circa 80 mila sono italiani e tanti arrivano dall’Europa. Il fenomeno del turismo sessuale minorile è in crescita ovunque e fa guadagnare cifre enormi alla criminalità organizzata.

Secondo Ecpat Italia, negli ultimi anni l’età media dei turisti sessuali italiani si è abbassata tra i 20 e i 40 anni. I principali paesi di destinazione sono Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, oltre a Thailandia e Cambogia. A questi poi, si sono aggiunti alcuni paesi dell’Africa e dell’Est Europa

Cosa dice la legge italiana

Per Abo Loha, coordinatrice italiana dei programmi ECPAT, «è importante ribadire che il turismo sessuale con minori, dovunque venga praticato, in Italia è considerato reato. Anche se in alcuni paesi l’età del consenso è di 16 o 17 anni, laddove c’è dello scambio di denaro in cambio di una prestazione sessuale, quella è prostituzione minorile a tutti gli effetti ed è reato».

Nel nostro paese c’è la legge 269/1998, “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”, aggiornata poi dalla 38/2006, “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet”.

La definizione

A livello internazionale, il turismo sessuale minorile non è al momento considerato un crimine contro l’umanità. Giorgia Butera infatti, presidente di Mete Onlus e promotrice della campagna “Stop sexual tourism”, riproporrà a marzo la questione al Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite. Per ora l’unica definizione di «sfruttamento sessuale e commerciale dei minori» è stata formulata durante il Primo Congresso Mondiale sul tema che si è svolto a Stoccolma nel 1996.

Nella Dichiarazione e Agenda per l’Azione si parla di una «violazione fondamentale dei diritti dei bambini che comprende l’abuso sessuale da parte dell’adulto e una retribuzione, in beni o in denaro, del minore e/o di terzi. Il bambino viene trattato sia come oggetto sessuale sia come oggetto commerciale. Lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali rappresenta una forma di coercizione e violenza esercitate nei confronti dei bambini ed equivale ai lavori forzati e a una forma di schiavitù contemporanea».

Possibili soluzioni

Secondo Abo Loha, l’unica svolta per risolvere il problema che è di natura anche commerciale perché gestito dalla criminalità organizzata, sarebbe “armonizzare la cooperazione e l’azione giudiziaria e investigativa”.

https://www.osservatoriodiritti.it/2018/03/27/turismo-sessuale-minorile-nel-mondo-italia-ecpat/#:~:text=Turismo%20sessuale%20minorile%3A%20il%20primato%20dei%20clienti%20italiani,dalla%20Thailandia%20al%20Brasile%2C%20tra%20uomini%20e%20donne