Dalla tutela dei diritti all’azione sul campo
Quando un conflitto, una catastrofe naturale o una crisi umanitaria mettono sotto pressione le istituzioni, chi garantisce che ogni bambino o adolescente in situazione di vulnerabilità venga identificato, protetto e preso in carico?
Trasformare i diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia in interventi concreti è una delle sfide più complesse dell’azione umanitaria. Nei contesti di emergenza, infatti, non bastano sensibilità ed empatia: servono competenze tecniche, sistemi di coordinamento efficaci, strumenti condivisi e standard internazionali capaci di orientare il lavoro degli operatori.
Il modulo che Marta Passerini terrà durante il Campus Protection4Kids offrirà una panoramica su questo complesso ecosistema operativo, approfondendo i principali strumenti utilizzati a livello internazionale per proteggere i minori nelle emergenze.
Dall’università ai contesti di crisi: chi è Marta Passerini
Il percorso professionale di Marta Passerini rappresenta un punto di incontro tra ricerca accademica ed esperienza sul campo.
Attualmente è dottoranda presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove si occupa di minori e migrazioni. In precedenza ha conseguito un Master of International Affairs presso la Columbia University e si è specializzata in migrazioni forzate partecipando all’International Summer School on Forced Migration dell’Università di Oxford.
Dal 2010 opera in alcuni dei contesti umanitari più complessi del mondo, tra cui Haiti, Kenya, il confine tra Tunisia e Libia, Myanmar e Libano, collaborando con UNICEF e Save the Children.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto sia ruoli tecnici sia di coordinamento nell’ambito della Child Protection, sviluppando competenze nella salute mentale e nel supporto psicosociale, nella prevenzione della separazione familiare, nella presa in carico dei minori vulnerabili e nel rafforzamento dei sistemi di protezione dell’infanzia.
Il modulo: gli strumenti della Child Protection nelle emergenze
La protezione dell’infanzia non può essere improvvisata. Ogni intervento richiede procedure condivise, metodologie validate e una stretta collaborazione tra le organizzazioni coinvolte.
Negli ultimi anni Marta Passerini ha contribuito, per conto della sede centrale di UNICEF, allo sviluppo di linee guida tecniche e strumenti operativi globali, supportando gli uffici nazionali nella gestione dei casi ad alto rischio (case management).
Durante il modulo verranno approfonditi tre ambiti fondamentali.
1. Case management e gestione dei dati
Identificare tempestivamente i minori più vulnerabili è essenziale, ma richiede anche una gestione responsabile delle informazioni raccolte. Il modulo approfondirà i principali sistemi di case management, la classificazione dei dati e l’utilizzo di piattaforme digitali che consentono di seguire i casi nel rispetto della sicurezza, della privacy e degli standard internazionali.
2. La protezione dei minori non accompagnati
I minori separati dalle proprie famiglie rappresentano una delle categorie più esposte a violenza, tratta e sfruttamento. L’incontro illustrerà gli strumenti operativi utilizzati nelle emergenze e le più recenti linee guida transfrontaliere, fondamentali per garantire continuità nella protezione anche quando i bambini attraversano più Paesi.
3. Il coordinamento tra le organizzazioni umanitarie
Durante una crisi intervengono contemporaneamente organizzazioni internazionali, istituzioni locali e agenzie delle Nazioni Unite. Garantire una risposta efficace significa coordinare competenze, evitare duplicazioni e individuare rapidamente le priorità . Partendo dalla propria esperienza, Marta Passerini approfondirà il funzionamento dei meccanismi di coordinamento inter-agenzia e il loro ruolo nella protezione dell’infanzia.
Oltre l’emergenza: rafforzare i sistemi di protezione
Uno dei messaggi centrali che emerge dall’esperienza di Marta Passerini è che la risposta umanitaria non può limitarsi alla gestione dell’emergenza.
Ogni intervento dovrebbe contribuire anche a rafforzare i sistemi nazionali di protezione dell’infanzia, affinché le comunità possano continuare a tutelare bambini e adolescenti anche dopo la conclusione della fase più critica. Costruire capacità locali, consolidare procedure e investire nella formazione degli operatori significa rendere la protezione dei minori più efficace e sostenibile nel tempo.
L’incontro con Marta Passerini rappresenta un’importante occasione per comprendere come gli standard internazionali di Child Protection vengano tradotti in interventi concreti nei contesti di crisi e quali competenze siano oggi indispensabili per chi desidera operare nel settore umanitario.


