COSA DOVRESTI SAPERE SUL NOSTRO CAMPUS

La Commissione Europea introduce la “Zero Knowledge Proof” per vietare l’accesso dei minori ai social, togliendo ogni scusa alle Big Tech. Ma basta veramente per garantire la sicurezza ? Questo articolo analizza il rischio di delegare l’educazione agli algoritmi, ricordando che la tutela non si ottiene con il divieto, ma dalla capacità di educare degli individui consapevoli nel mondo digitale.

Cos’è il campus?

Manca sempre meno al primo Campus di Protection4Kids, che si terrà quest’estate, dall’1 al 5 agosto, nel cuore della Toscana. Cinque giorni immersi nella natura, nel silenzio e nella condivisione, pensati per approfondire il mondo dei diritti umani e della tutela dei minori in emergenza attraverso prospettive diverse, umane e concrete.

Un’esperienza nata dal desiderio di creare connessioni autentiche e costruire, passo dopo passo, una cultura della consapevolezza, della responsabilità e della cura. Questo percorso non sarà una semplice successione di lezioni frontali o un approccio esclusivamente teorico al lavoro umanitario. Sarà uno spazio vivo di incontro, confronto e crescita personale, dove ogni partecipante avrà la possibilità di entrare realmente in contatto con i valori che guidano ogni giorno il lavoro di Protection4Kids. Crediamo infatti che la formazione più profonda nasca dall’esperienza condivisa: dal dialogo aperto, dalla costruzione di una community, dall’ascolto reciproco, dal benessere psicologico e dalla capacità di vivere insieme momenti che lasciano un segno umano prima ancora che professionale.

Durante il Campus, la formazione sarà guidata da professionisti del settore, operatori dei diritti umani e della cooperazione internazionale, esperti nella comunicazione dei contesti di emergenza e project manager con esperienze dirette sul campo. Persone che ogni giorno lavorano nei territori di crisi e che porteranno testimonianze, strumenti e visioni reali, trasformando il Campus in uno spazio di apprendimento autentico, intenso e profondamente umano.

Dove si svolgerà e perché

Il Campus si svolgerà presso l’Agriturismo Perucci di Sopra, immerso nelle colline di Scansano, in provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma toscana. Abbiamo scelto questa struttura perché rappresenta perfettamente il tipo di esperienza che desideriamo far vivere ai partecipanti: un luogo capace di rallentare il ritmo, creare connessione con la natura e offrire uno spazio autentico di ascolto, presenza e condivisione.

Lontano dal rumore e dalla frenesia quotidiana, Perucci di Sopra diventerà per cinque giorni uno spazio protetto dove studio, confronto umano e crescita personale potranno convivere in modo armonico. Un contesto pensato non solo per apprendere, ma anche per ritrovare equilibrio, concentrazione e benessere psicofisico. La struttura segue una filosofia profondamente sostenibile e plastic free, con grande attenzione alla filiera corta, alla qualità del cibo e al rispetto del territorio. Anche questo aspetto, per noi, non è secondario: crediamo che il modo in cui si vive uno spazio faccia parte integrante del percorso formativo e umano che si sceglie di intraprendere.

Sarà un’esperienza immersiva, in cui corpo e mente potranno davvero rallentare, respirare e ritrovare un equilibrio autentico, creando le condizioni ideali per un confronto profondo sui temi dei diritti umani, della cooperazione e della tutela delle persone più vulnerabili.

Equilibrio e benessere

La scelta della location quindi per noi non è stata per niente scontata. Come potrete vedere, infatti,  nel programma del campus, non sono previste solamente delle attività di apprendimento ma anche e soprattutto dei momenti di digital detox, di meditazione, di decompressione emotiva, di journaling.

Tutte attività a cui teniamo moltissimo condividere perché le pratichiamo in prima persona. Un aspetto spesso sottovalutato nelle missioni umanitarie è la capacità di saper gestire le proprie emozioni, che all’interno dei contesti di emergenza sono
fondamentali sia per cosa ci possono comunicare, sia per come le gestiamo.  

Cosa dicono gli iscritti

Abbiamo fatto qualche domanda a Chiara e Matilde, iscritte al campus,
riguardo alle loro opinioni e aspettative. 

Cosa ti ha spinto ad iscriverti al campus?
Chiara: ‘Mi sono iscritta al campus principalmente per due motivi.
Il primo è legato al mio percorso di studi: i temi della protezione dei minori e delle donne  mi accompagnano da anni e sono argomenti a cui tengo davvero tanto. Mi piacerebbe approfondire ancora di più insieme a persone esperte, ma soprattutto con persone che queste realtà le hanno vissute davvero e conoscono bene le problematiche che ne derivano.
Il secondo motivo è Annachiara. Quando ci siamo conosciute a Vicenza, al CoESPU, ho capito subito che fosse una persona da cui avrei avuto tantissimo da imparare. È una donna che ammiro molto, sia a livello umano che professionale. Poi le nostre strade non si sono più incrociate, ma ho sempre avuto il desiderio di ascoltarla ancora e seguire qualcosa creato da lei, perché credo abbia davvero tanto da trasmettere’

Matilde: Mi sono iscritta perchè le tematiche mi sono sempre interessate, ma le ho sempre vissute in maniera ‘passiva’. Fino ad ora non sono mai andata in missione, ma dato che da sempre mi piacerebbe lavorare a contatto con i bambini so che vorrei fare un’esperienza del genere. Quindi sicuramente,  quello che mi ha spinta è proprio l’interesse verso questa tematica e la possibilità di lavorare in contesti di emergenza grazie alle competenze che acquisirò in questo campus.

Quale credi sia il valore aggiunto di questo campus? 
Chiara: Secondo me il valore aggiunto del campus è proprio l’unione tra formazione e parte umana. Non è solo studio, ma anche confronto, condivisione e crescita personale. Avremo la possibilità di conoscere persone con esperienze e percorsi importanti, con cui normalmente difficilmente entreremo in contatto in modo così diretto.
In più, il fatto che sia un gruppo ristretto secondo me fa davvero la differenza, perché permette di creare connessioni vere e di confrontarsi davvero con gli altri, senza che l’esperienza diventi dispersiva’

Matilde:Il valore aggiunto del campus è che è un progetto all’avanguardia e innovativo;  progetti simili non ce ne sono in Italia. 
Un progetto che ci darà la possibilità di imparare cose nuove, come la decompressione emotiva e il Digital Detox. Strumenti fondamentali per imparare a stare bene con noi stessi, ma con l’obiettivo poi di applicarli sul campo. Lavorando su noi stessi, andiamo poi ad aiutare gli altri. 
Inoltre avremo l’opportunità di parlare con persone dalle diverse prospettive, dal docente universitario che ci può portare la sua formazione e le sue conoscenze, alla persona che ci può condividere delle testimonianze date dalla sua esperienza di vita.

C’è un aspetto che ti entusiasma maggiormente? 

Chiara: La cosa che mi entusiasma di più è proprio la possibilità di incontrare persone con valori, sensibilità e interessi simili ai miei. Nella quotidianità non è così semplice trovare persone con la stessa attenzione verso l’ambito umanitario o con lo stesso modo di vedere certe tematiche. Credo che questo campus possa essere una bellissima occasione di scambio umano, oltre che formativo

I nostri punti di forza sono la decompressione emotiva e il digital detox, personalmente cosa ne pensi ? 

Chiara: Per quanto riguarda la decompressione emotiva e il digital detox, penso siano due aspetti davvero preziosi. Viviamo costantemente connessi e spesso non ci rendiamo conto di quanto questo influenzi il nostro benessere mentale. Anche per il lavoro che faccio sono sempre reperibile e con il telefono in mano, quindi mi rendo conto di non avere quasi mai un vero momento di stacco. Per questo credo che avere uno spazio dove rallentare, staccarsi un attimo dalla quotidianità e riconnettersi con sé stessi e con gli altri renda questa esperienza ancora più significativa.

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