CHHORI

Donated: €30,000.00

Come nasce la collaborazione con CHHORI:

Questa estate, Annachiara Sarto, la Direttrice del Progetto Protection4Kids, ha fatto un’internship legale nell’organizzazione CHHORI (in lingua nepalese Chhori significa ‘figlia’) a Kathmandu in Nepal.

Annachiara è partita il 15 Luglio 2019. Dopo 11 ore di volo è arrivata a Katmandu nella zona Sud, che come tutti i Sud del mondo paga i privilegi del Nord. È stata un’esperienza inimmaginabile. Quanta povertà, quanta miseria. Annachiara è stata ospitata da CHHORI, Ong che si occupa del 1) recupero di vittime di tratta di esseri umani, di ragazze reclutate e destinate al commercio per attività sessuali illegali, e di ragazze vittima di prostituzione forzata. CHHORI fornisce a queste vittime 2) un luogo sicuro dove vivere, 3) un’assistenza legale e 4) psicologica. Infine dopo aver condotto un percorso con ogni ragazza, CHHORI si occupa di 5) RE-INTEGRARE le vittime nella società, insegnando loro lavori (come barista, parrucchiera) per fornire loro un alternativa lavorativa a quella della strada. Un centro che dal 2007 ha incontrato, strappato alla tratta, aiutato e sostenuto 1000 donne e bambine. Un centro gestito e coordinato esclusivamente da DONNE. DONNE attive per altre DONNE.

A Ottobre 2018, dopo aver fondato WE ACT, Annachiara ha iniziato una collaborazione con CHHORI, che le ha dato la possibilità concreta di andare a fare questa internship e cosa più importate, di vivere all’interno dell’organizzazione dove sono ospitate le vittime. Ovviamente l’aver avuto la possibilità di stare a contatto 24 ore su 24 con queste ragazze, ha dato ad Annachiara la possibilità di comprendere meglio e da più vicino le loro storie.

Annachiara racconta così la sua esperienza:

’’Abbiamo vissuto con loro nella loro povertà. Sempre sedute per terra in luoghi mai puliti. In casa sempre Scalzi. Sempre mangiato per terra e sempre ogni giorno riso e brodo con verdure e spezie, sempre tanto curry il cui odore ci svegliava al mattino. Loro con le mani, a noi davano un cucchiaio. Acqua per lavarsi sempre fredda e sempre poca ma ogni volta che c’era era una manna.

E poi loro. Le bambine. Le ragazze. Le donne. Belle, tanto belle. Con la loro pelle scura e i loro occhi neri attenti e curiosi. A volte tristi. I loro capelli lunghi e neri che cercano sempre di curare con orgoglio. Con i loro vestiti poveri ma pieni di colori. Le abbiamo incontrate il primo giorno che siamo arrivate mentre festeggiavano il settimo anniversario della nascita del centro. Ballavano a piedi nudi e cantavano, e subito, posate le valigie per terra, ci hanno voluto in mezzo a loro a ballare. Qualcosa sapevamo delle loro storie E non ci aspettavamo di vederle così belle e gioiose a ridere e a divertirsi come tutte le ragazzine della loro età quando sono insieme. Piene di vita e Contagiose.

E noi eravamo li con loro, con le nostre storie di vita così diverse, così lontane dalle loro…Solo perché’ siamo nate in Italia e non in Nepal. A Kathmandu da subito abbiamo ricevuto grande affetto e gentilezza come in una grande famiglia. Dal primo giorno mia mamma si è occupata di incontrare e visitare tutte le ragazze e le donne del centro, e nei giorni successivi le è stato chiesto di visitare anche le donne e bambine di altri sedi dell’organizzazione. Alcune di loro non avevano mai visto un dottore, non erano mai state visitate da un medico. Penso che per queste donne e bambine sia stata una gran occasione, quella di potersi confrontare con un medico donna, di fare domande, di trattare argomenti che non avevano mai avuto occasione di trattare prima. Mia mamma infatti oltre ad aver visitato molte donne e bambine, ha compilato una cartella clinica per ognuna, e ha tenuto delle lezioni riguardo le malattie sessualmente trasmissibili. E prima di andare via, la cosa che mi ha stupito di più è stato che le bambine abbiano salutato mia mamma con le lacrime agli occhi dicendole ‘grazie di averci visitate come una mamma. 

Io invece ho raccolto molti dati e storie di alcune ragazze vittima di tratta, per fare una pubblicazione che scriverò a settembre affiancata da una professoressa della The Hague University of Applied Sciences, specializza in diritto internazionale di minori. Ho tenuto alcune lezioni di self-empowerment alle ragazze ospitate nel centro e lezioni di lingua inglese.’’

Il programma di Handcraft offerto da CHHORI:

CHHORI ha iniziato un programma di lavori artigianali che vengono insegnati alle ragazze per cercare di guadagnare un po’ di fondi per il centro. Mentre Annachiara era lì a Kathmandu ha postato in Facebook alcuni dei prodotti realizzati dalle ragazze ed è stata piacevolmente stupita dalla risposta positiva che ha ricevuto. Ha raccolto e poi consegnato al centro infatti 624 euro, una cifra piuttosto notevole, considerando il fatto che uno stipendio medio in Nepal è di circa 50 euro al mese.

 

 

 

 

 

‘’Ho incontrato le bambine prostitute fingendomi la cliente di un locale’’

La maggior parte del traffico di bambine e ragazze in Nepal, è collegato ai Cabin Restaurants e ai Dance Bars. I Cabin Restaurant sono locali nei quali anche se vengono chiamati ristoranti, l’unica cosa che in realtà puoi ordinare sono prestazioni sessuali. I Dance Bar sono locali nei quali le ragazze si esibiscono, e successivamente vendono prestazioni sessuali.

Una sera, Annachiara è stata in borghese con una responsabile del centro in un Dance Bar, un locale dove le ragazze si esibiscono con musica e vestiti succinti. Per raggiungere questo luogo, Annachiara è salita in un bus locale, che si è fermato in un quartiere molto povero e malfamato di Kathmandu. Era buio, non c’erano donne per strada. Solo uomini e alcuni all’apparenza ubriachi e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Il locale era nei sotterranei di un edificio di cemento, spoglio, buio e sporco. All’entrata cerano due giovani in camicetta bianca, con tanto di stuzzicadenti alla bocca, telefono di ultimo modello in mano.

Il compito di Annachiara era quello di fotografare di nascosto le ragazze che si esibivano per scrivere una pubblicazione a riguardo, e di avvicinare le ragazze e convincerle a venire da CHHORI per cercare un aiuto e un supporto, tutto questo senza che i trafficanti di donne ubriachi la vedessero e capissero che in realtà non era una ‘cliente’ come le era stato detto di presentarsi.

Commenta così Annachiara la sua esperienza:

’’Potete immaginare la paura, lo sdegno e lo sgomento che ho provato nel fare questa cosa. Dovevo restare composta davanti a ragazze minorenni, vestite in abiti striminziti, disposte sopra un palchetto in legno con al centro un palo di lap dance, sotto l’ effetto di droghe che le rendevano un po’ barcollanti con gli occhi assenti , con un’espressione ghiacciata, più che triste. Dovevo restare in silenzio quando l’unica cosa che volevo fare era urlare, e denunciare il fatto. Sono stata testimone di un orrore commesso dall’umanità.’’

 

Protection4Kids e CHHORI

La collaborazione di Annachiara con Chhori non è finita con il suo ritorno a casa, il tutto infatti è stato solo l’inizio di un progetto che promette molto bene.

Annachiara è rimasta talmente colpita dalla povera realtà nepalese che ha deciso di adottare la causa di CHHORI come una delle campagne di donazioni di Protection4Kids. È possibile infatti destinare attraverso il nostro sito una donazione direttamente al centro CHHORI. Protection4Kids, ha sempre desiderato sostenere una causa impegnata concretamente nell’assistenza delle vittime di tratta, ma non è sempre facile fidarsi di organizzazioni non governative ‘a distanza’. Il fatto che Annachiara abbia vissuto nel centro CHHORI e abbia verificato l’assoluta professionalità e serietà dell’organizzazione ha convinto Protection4Kids ad adottare CHHORI come causa annuale.